29 Dic '16

Marina

Scrittrice, giornalista, sceneggiatrice e blogger. Pubblica romanzi e racconti sulle maggiori riviste femminili italiane. Molte sue opere sono in vendita su Kobo e Amazon. Gestisce blog e si occupa di pubbliche relazioni oltre che di Social Media e Marketing.

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Anziani, culture differenti cure differenti

Anziani

La popolazione del mondo, soprattutto in alcune nazioni, invecchia. Come ci prendiamo cura delle persone di “una certa età”? Non in tutte le nazioni nello stesso modo.

Anziani in Italia

L’Italia, quello che non solo noi definiamo il Bel Paese, non è secondo me molto indirizzato alla cura di quella che chiamiamo la Terza Età, o se vogliamo, gli over 65.

Quando una persona da noi va in pensione è come se in qualche modo perdesse il valore che aveva all’interno della società. Diventando pensionato è come se si esce dalla schiera di persone attive per far parte di quel nucleo compatto di pensionati appunto.

Inutili, a volte persino fastidiosi, che percepiscono dallo Stato poche centinaia di euro al mese. Sono certa di sembrare un po’ polemica, e in effetti … lo sono! Credo che dopo una vita passata a lavorare una pensiona dignitosa sarebbe il minimo da accordare a persone che, mentre lavoravano, facevano anche la ricchezza dello Stato, producendo beni e servizi.

Una volta arrivati alla pensione tutto cambia, e spesso ci si ritrova ai margini della società, con un senso di inutilità che accompagna quella che dovrebbe sere la “tanto sospirata pensione”.

Dal mio punto vista, oltre le basse pensioni, sembra a volte che lo Stato non sia interessato a quella parte della sua popolazione over 65.

Da cosa si capisce?

Da tante piccole cose. A dire il vero però secondo me non è solo lo Stato, entità che rappresenta (o almeno dovrebbe) il popolo sovrano. Non so ci hai mai fatto caso, ma gli anziani a molti danno fastidio.

Li si trova ingombranti, sostanzialmente vecchi. Probabilmente trovarsi davanti alla vecchiaia fa paura e poco si accetta come fatto ineluttabile.

Cosa significa?

Una persona anziana ha abitudini e difficoltà dovute all’età che creano nervosismo in chi è più giovane.

Hai mai fatto caso a come spesso ci si lamenti perché “dicono sempre le stesse cose?”.

E non è solo questo. Non ci si ferma volentieri ad aiutare un anziano, non gli si da molta retta, non si cerca di parlare con lui e di avere una sorta di rapporto di buon vicinato, di interesse o altro.

È come se tenendoli lontano si cerchi di tenere lontano la vecchiaia stessa, le inabilità, il passare del tempo che logora il corpo.

Insomma, li si esclude in qualche modo.

Anziani all’Estero

Sembrerà strano, ma all’estero è differente. Me ne sono resa conto volando dall’Italia agli Stati Uniti.

Cosa c’è di differente?

Tutto! In primo luogo la considerazione dell’anziano, se così vogliamo chiamarlo. In Italia una persona di una certa età è vista quasi un inabile. Difatti abbiamo la tendenza a cercare di non farli viaggiare da soli, di tenerli in disparte, di non far loro fare cose che riteniamo troppo.

All’estero non è così. Un anziano (e la cosa parte in primo luogo da lui) non ha considerazioni sulla sua età quindi non si limita e, le persone e lo Stato, a loro volta non lo fanno.

Sull’aereo con me c’erano persone anziane (americani, uomini e donne) che viaggiavano soli. Una signora mi ha colpito in particolare modo. Avrà avuto almeno settant’anni. Era evidentemente in difficoltà. Le tremavano un po’ le mani e dava l’idea di essere molto fragile.

Ha preso l’aero a Zurigo, è scesa con me a Tampa. Ha chiesto ad un altro passeggero di aiutarla con i bagagli. Appena fuori dall’aereo c’era una hostess con una carrozzella per darle una mano e fare in modo che non si stancasse troppo.

Durante il volo si sono occupati di lei con amorevole cura. Proprio come non facciamo noi nel nostro paese. Purtroppo. Ho provato tenerezza per questa donna così fragile, ma allo stesso così coraggiosa da attraversare il mondo nonostante le difficoltà.

Essere anziani non vuol dire assolutamente essere invalidi.

Come dicevo però è qualcosa che inizia dalla persona stessa. Non so se ti è mai capitato, ma ci sono persone anziane che, proprio perchè USANO la loro condizione, che ti passano davanti alla cassa del supermercato, che pretendono di avere il posto sull’autobus e non solo.

Credo che tutto passi per l’integrità personale. Come sono certa che la maggior parte delle persone si alzerebbero per lasciare il posto a qualcuno di una certa età, se qualcuno non lo fa sbaglia. Prima o poi anche lui invecchierà e avrà bisogno di aiuto.

Essere anziani però non deve significare sentirsi nella posizione di pretendere, quanto invece di essere disposti a ricevere aiuto senza sentirsi invalidi.

Come dico sempre meglio invecchiare che morire giovani!

La vecchiaia è una condizione e dipende, secondo me, da come la viviamo.

Sei d’accordo?

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