Salute e alimentazione, perché evitare cibi confezionati

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Si parla di obesità, ma anche delle crescente incidenza di alcune malattie. Ecco perché evitare cibi confezionati nella plastica e in lattina il più possibile.

Detto in questo modo può sembrare allarmistico, ma spesso nella plastica e nelle lattine si nasconde un’insidia: il bisfenolo A (oppure i suoi fratelli con il quale è stato sostituito, il bisfenolo S ed F).

Sembra una parolaccia, però si tratta “solamente” di un prodotto chimico che si trova appunto in plastica e altri materiali con i quali si imballano gli alimenti. Anni fa era contenuto persino nei biberon dei bambini.

Da anni, almeno i tutti i prodotti per neonati e i più piccoli, NON può essere utilizzato, ma per il resto, nonostante molti sostengano che sia tossico, spesso continua ad essere impiegato, ecco perché evitare cibi confezionati.

Questo elemento viene aggiunto ad altre sostanze per produrre una plastica trasparente, resistente e forte, ma anche per la produzione di resine epossidiche (materiali detti polimeri termoindurenti, cioè che si induriscono grazie ad una reazione che avviene ad una determinata temperatura).

A cosa servono?

Le resine vengono impiegate all’interno delle lattine metalliche affinché queste non subiscano corrosione e rottura, e non arrugginiscano.

Il bisfenolo è aggiunto ad altri materiali e polimeri, per creare contenitori per il cibo resistenti.

Salute e alimentazione, perché evitare cibi confezionati

 

Trovi il bisfenolo nella plastica dei contenitori alimentari, nelle confezioni dei cibi in scatola, nei prodotti per l’igiene femminile, ma anche nelle lenti degli occhiali, nei sigillanti utilizzati dai dentisti, nei prodotti di elettronica domestica, nei dvd e cdrom e nell’attrezzatura sportiva. Troviamo quantità di bisfenolo anche nella plastica riciclata su cui appaiono le sigle del riciclaggio “3” e “7”, ma non solo.

Una persona sottoposta a tutte queste sollecitazioni da bisfenolo finirà per averne all’interno del corpo con conseguenze non indifferenti.

Come succede?

È molto semplice. Piccolissime, direi microscopiche particelle di questo elemento si liberano e finiscono per trasferirsi nel cibo inscatolato, quindi vengono ingerite dall’uomo. Questo è il motivo del perché evitare cibi confezionati.

Alcune ricerche condotte di recente hanno evidenziato come i livelli di BPA (siglia del bisfenolo) siano inferiori nelle urine di persone che NON mangiano cibo confezionato.

Le conseguenze

Purtroppo il bisfenolo ha una struttura che imita quella dell’ormone estrogeno, in grado quindi di influenzare i processi corporei (il corpo lo scambia facilmente per il vero ormone), difatti viene definito un “interferente endocrino”. Si possono così avere problemi di crescita e sviluppo fetale, ma anche riproduttivi.

Il bisfenolo influisce anche sui recettori ormonali, come la tiroide, alterandone la funzionalità.

Rapporti internazionali e ricerche hanno evidenziato senza ombra di dubbio l’effetto negativo del bisfenolo sul corpo umano, persino sulla possibilità di concepire figli. Il BPA sembra influisca sulla fertilità sia maschile che femminile e aumenti le possibilità di aborto spontaneo. Nella donna il bisfenolo aumenta il rischio di cancro al seno, mentre nell’uomo i problemi alla prostata.

Alcuni ricercatori collegano il BPA anche ad un aumentare di problematiche cardiovascolari e collegate al diabete.

Sui bambini, dosi elevate di BPA producono iperattività, tensione, depressione, ansia e stress, oltre che aggressività.

Altri effetti del bisfenolo sul corpo

Ricerche condotte in vari stati evidenziano come questo elemento sia collegato anche a disfunzioni immunitarie, problemi cerebrali, asma, nascite premature, sindrome dell’ovaio policistico, obesità.

Come evitare di ingerire e venire a contatto con il bisfenolo

La cosa migliore da fare è consumare cibi freschi, acquistare alimenti freschi e poco confezionati, soprattutto evitate quei cibi incartati con materiali riciclati che riportano le sigle “3”, “7” e “PC” che lo contengono.

Quando scaldi nel microonde NON utilizzare contenitori di plastica, ma di vetro e/o ceramica per evitare che il calore faccia trasferire alcune impercettibili quantità di BPA nel cibo.

Alle bottiglie di plastica sarebbe meglio preferire quelle di vetro e conservare i prodotti nel frigorifero o nella dispensa sempre in barattoli di vetro.

Evita di maneggiare troppo le ricevute stampate su carta termica (contengono bisfenolo). Se hai bambini acquista per loro solamente giocattoli che non contengono BPA, soprattutto se sono piccoli e mettono tutto in bocca.

Gravidanza, le affermazioni più assurde

Anche le donne in gravidanza dovrebbero prestare attenzione e cercare di evitare al massimo i contatti con il bisfenolo.

In Italia sono state condotte ricerche e indagini, attraverso anche il progetto PREVIENI. Dal 2009 il bisfenolo è inserito nella lista di quelle sostanze che NON posso essere utilizzate nei cosmetici. Dal 2011 ne è vietato l’utilizzo nei biberon e prodotti per neonati.

Nel 2018 è stato introdotto un nuovo regolamento Europeo che restringe ancora di più le possibilità di utilizzo del bisfenolo. Noi consumatori però non possiamo certo verificare se i contenitori che utilizzano per imballare il cibo siano o meno conformi alle direttive vigenti.

Per questo, nei limiti del possibile, sarebbe sempre meglio evitare cibi in scatola, bibite in lattina (contengono all’interno resine epossidiche realizzate con bisfenolo), alimenti troppo imballati.

La salute è importante. per evitare problemi meglio prevenire, non credi anche tu?

Una dieta sana, alimenti e ingredienti freschi, sono di sicuro meglio e non solo per evitare il bisfenolo, ma per avere una dieta più sana e bilanciata.

Ecco perché evitare cibi confezionati e in lattina.

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Marina

Scrittrice, giornalista, sceneggiatrice e blogger. Pubblica romanzi e racconti sulle maggiori riviste femminili italiane. Molte sue opere sono in vendita su Kobo e Amazon. Gestisce blog e si occupa di pubbliche relazioni oltre che di Social Media e Marketing.

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