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Arte che urla, vibra e guarisce

Dott.ssa Carmen EspositoBlog9 months ago497 Visualizzazioni

Nel cuore di Napoli, tra le mura sacre e vibranti della Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, il 25 maggio si è inaugurata una mostra che è molto più di un evento artistico: è un viaggio nel sentire umano, un grido di colore, un abbraccio tra disperazione e bellezza.
Parliamo della mostra celebrativa per i 25 anni dell’Esasperatismo Logos & Bidone, il movimento artistico fondato da Adolfo Giuliani, che ha inciso con forza e coerenza un tratto profondo nell’arte contemporanea di cui vi avevamo parlato.

L’Esasperatismo non è una semplice corrente: è un’urgenza.
È la scelta di non tacere, nemmeno quando la società impone il silenzio.
È dare forma all’inquietudine, materia al dolore, verità alla bellezza.

Noi di mondodonne.com non potevamo non apprezzare la mostra in generale con opere molto rilevanti ed emotivamente impattanti, ed è proprio in questo percorso visivo ed emotivo, dove convivono linguaggi forti, mani vissute e sguardi che scavano, emerge con forza e delicatezza una figura femminile che incarna profondamente lo spirito del movimento: Mirta.

Mirta: l’arte che cuce il dolore con il colore
Tra le pareti spesse della chiesa, che sembrano trattenere il respiro dei secoli, le opere di Mirta brillano e feriscono allo stesso tempo.

Mirta non dipinge: vive sulla tela.
È un’artista viscerale, una donna di cuore e carne viva.
Trasforma ogni quadro in un diario emotivo, una cicatrice che diventa espressione, un’urgenza che si fa bellezza.

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Le sue tele raccontano vite non urlate, ma profondamente vissute.
La materia si intreccia a biografie taciute, il colore diventa carne, gesto, rinascita.

Il suo stile è riconoscibile, ma mai uguale a sé stesso: ogni quadro è un nuovo battito, un’altra ferita che trova voce, una verità che nessuno può negare.

“Mirta è una di quelle donne che non ha bisogno di spiegarsi. Basta guardare una sua tela, e si sente tutto: la tempesta, la carezza, la memoria e la rabbia. Con i suoi colori, fa parlare anche il silenzio.”

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