
Una graphic novel che attraversa il buio dell’anoressia con la delicatezza delle illustrazioni e la crudezza delle parole.
Lisa Fiorillo, classe 1989, nata a Como e formatasi all’Accademia di Belle Arti di Brera, trasforma la sua esperienza personale con i disturbi alimentari in un racconto universale.
Il titolo si ispira a Mallarmé: la pagina bianca come potenzialità infinita, come punto zero da cui ripartire.
La protagonista Lilla, studentessa di liceo, racconta attraverso un diario scolastico il suo viaggio nell’anoressia: l’ossessione per il controllo, il confronto distruttivo con la sorella, lo specchio come carceriere, la solitudine mascherata da perfezione. Le illustrazioni accompagnano il dolore con una palette che passa dai toni cupi della malattia ai colori luminosi della rinascita.
“Non è una questione solo di cibo,” scrive la Fiorillo. “Ci si ammala perché la malattia offre protezione, sicurezza, un falso senso di controllo.”
La graphic novel non risparmia nulla: le abbuffate compulsive, il vomito autoindotto, l’ospedalizzazione d’urgenza, la guerra interiore tra la parte che vuole vivere e quella che desidera scomparire.
Come scrive nell’introduzione: “Spero che questo lavoro getti un seme di riflessione e diventi una spinta verso la guarigione per chi ancora sta soffrendo.”
Un’opera necessaria che dà voce a chi spesso resta in silenzio, ricordandoci che dietro ogni corpo malato c’è un’anima che urla per essere vista.