
Dimagrire velocemente e sbloccare il metabolismo rappresentano ancora sfide attuali e molto ricercate nel campo della nutrizione e del benessere fisico.
Recenti approfondimenti condotti da esperti come la dietista-nutrizionista Rocío Maraver e la nutrizionista Cristina Barrous confermano che, nonostante le difficoltà, è possibile intervenire efficacemente per “aggiustare” un metabolismo rallentato o “bloccato”, condizione spesso sottovalutata ma che può compromettere il raggiungimento degli obiettivi di perdita di peso.
La rigidità metabolica o il cosiddetto “metabolismo bloccato” non sono sinonimi di un danno irreversibile, ma indicano un rallentamento del metabolismo dovuto a diverse abitudini errate. Secondo la dietista Rocío Maraver, questa condizione si manifesta quando il corpo “ha dimenticato come utilizzare l’energia fornita, imparando a funzionare con molto meno apporto calorico”. La causa principale di questo fenomeno è l’adozione di diete ipocaloriche estreme o molto restrittive, che inducono l’organismo a ridurre drasticamente il consumo energetico per sopravvivere alla carenza alimentare.
Cristina Barrous aggiunge che altre pratiche deleterie contribuiscono a bloccare il metabolismo: “l’esercizio fisico eccessivo, soprattutto se combinato a una dieta restrittiva, lo stress cronico, la mancanza di sonno e la riduzione drastica delle porzioni alimentari”. Anche il consumo di troppi pasti giornalieri può essere un problema, perché “il corpo utilizza sempre l’energia del pasto appena consumato, senza mai attingere alle riserve”. Tra i segnali più evidenti di un metabolismo rallentato vi è la difficoltà a perdere peso nonostante dieta e attività fisica, ma anche sintomi quali:
Per quanto riguarda l’alimentazione, non è tanto l’alimento in sé a influire negativamente sul metabolismo, quanto piuttosto l’insieme delle scelte alimentari. Tuttavia, carboidrati semplici come zucchero, miele e cereali raffinati, insieme a grassi trans e alimenti ultraprocessati, “mandano in tilt il metabolismo”, spiega Barrous, innescando dipendenza e accumulo di grasso.
La buona notizia è che un metabolismo rallentato è suscettibile di miglioramento tramite modifiche mirate allo stile di vita. Il primo passo fondamentale è abbandonare le restrizioni caloriche eccessive. Rocío Maraver consiglia di aumentare gradualmente l’apporto calorico, evitare il taglio di interi gruppi alimentari e introdurre una maggiore varietà di cibi per ridurre stress e frustrazione legati alla dieta.

L’inclusione di fibre, attraverso cereali integrali, frutta, verdura e semi, aiuta a migliorare la sazietà, mentre è importante avere a disposizione spuntini sani e imparare a riconoscere i segnali di fame e sazietà. Inoltre, è consigliato limitare il consumo di “calorie liquide” come succhi di frutta e frullati, che possono compromettere il controllo calorico.
Non solo l’alimentazione, ma anche altri aspetti della vita quotidiana sono cruciali per ripristinare un metabolismo attivo. Il riposo di qualità è imprescindibile, poiché “un corpo che non riposa vive in uno stato di stress cronico”, afferma Barrous, il quale impedisce la combustione delle riserve energetiche. È inoltre importante ridurre lo stress con strategie di rilassamento e non ricorrere indiscriminatamente a farmaci per dormire, ma piuttosto affidarsi a un supporto terapeutico.
L’attività fisica deve essere ottimizzata: pur essendo comune focalizzarsi sugli esercizi cardiovascolari, entrambi gli esperti concordano sull’importanza dell’allenamento di forza, che migliora la flessibilità metabolica e sostiene la massa muscolare, elemento chiave per accelerare il metabolismo. Infine, aumentare il NEAT (Non-Exercise Activity Thermogenesis) ovvero l’energia spesa nelle attività quotidiane non sportive, come camminare o scegliere le scale, è una strategia semplice ma efficace per incrementare il dispendio calorico.
Il percorso per “sbloccare” il metabolismo varia da individuo a individuo, in base alle condizioni fisiche e psicologiche. Secondo Cristina Barrous, i primi miglioramenti si possono notare rapidamente in termini di energia, sonno e benessere emotivo, ma è fondamentale essere accompagnati da un professionista per evitare ricadute. Rocío Maraver indica come tempistica indicativa un periodo di due-tre mesi per valutare i cambiamenti nella composizione corporea e nella risposta metabolica, confermando che la costanza e la personalizzazione del percorso sono cruciali per il successo a lungo termine.






