
Un anniversario che non guarda solo al passato, ma rilancia con forza una visione: l’innovazione tecnologica genera valore reale solo quando mette al centro le persone.
Il tema scelto per questa edizione è eloquente: “Umanità Aumentata – persone oltre la tecnologia”. Non un freno alla digitalizzazione, ma una bussola. Perché macchine, algoritmi e intelligenza artificiale contano davvero solo se rafforzano relazioni, migliorano vite e fanno crescere le comunità. Un messaggio che Fondazione Ampioraggio porta avanti dal 2016, costruendo ponti tra startup, PMI, università, pubbliche amministrazioni, investitori e territori — superando la logica dell’evento tradizionale per creare ecosistemi collaborativi duraturi.
Un borgo marchigiano diventa laboratorio del futuro
La prima tappa ha qualcosa di speciale. Ostra è il primo Comune ad essere entrato come socio nella Fondazione, e per questo motivo la sua trasformazione in Living Lab assume un significato simbolico potente. Per cinque giorni, il borgo diventerà uno smart demo lab dove sperimentare soluzioni concrete: dal digital twin per il monitoraggio del territorio alla connettività LiFi (quella che usa la luce per trasmettere dati), da tour operator digitali a visite immersive dei luoghi di interesse — con tanto di avatar della sindaca come guida virtuale. Un laboratorio reale, non una vetrina, pensato perché gli amministratori di tutta Italia possano toccare con mano tecnologie applicabili nei propri contesti.
Cosa sono i Case Giver — e perché vale la pena esserlo
Il cuore pulsante di Jazz’Inn sono i Case Giver: imprese, startup, PA o semplici team di aspiranti imprenditori che portano una sfida concreta da sviluppare insieme a una rete di esperti. Non pitch da palco, ma lavoro vero, in un ambiente informale dove le relazioni accelerano le soluzioni. I settori spaziano dall’Agritech al Digital Health, dalla Circular Fashion all’Energy, con tecnologie come AI, IoT, blockchain e realtà aumentata come strumenti — non come fini.
Chi vuole partecipare come Case Giver ha tempo fino al 31 maggio 2026 per inviare la propria proposta tramite il sito della Fondazione.
«L’innovazione coinvolge la sfera creativa», spiega Giuseppe De Nicola, Direttore Generale di Fondazione Ampioraggio. «Per questo abbiamo scelto il Jazz: un genere che si rinnova costantemente e che stimola improvvisazione e ascolto reciproco». Un’immagine perfetta per descrivere ciò che Jazz’Inn vuole essere: non un monologo tecnologico, ma una jam session collettiva tra persone, idee e territori.
Maggiori info su fondazioneampioraggio.it