
Un’ondata di contagi di Epatite A sta colpendo il capoluogo campano. Al momento sono stati registrati 133 casi complessivi con 43 ricoveri in struttura ospedaliera. Un incremento insolito per il periodo, che sta preoccupando non poco gli esperti. Il picco dei contagi, infatti, si manifesta nella prima metà di gennaio subito dopo le festività natalizie. Il cluster attuale sta colpendo prevalentemente persone di sesso maschile, d’età compresa fra i 35 e 45 anni d’età.
Viene da chidersi nello specifico cosa sia l’Epatite A. Si tratta di un’infezione acuta a carico del fegato, che si manifesta con vomito, diarrea, febbre, debolezza, ittero. Le modalità di trasmissione avvengono per via oro-fecale, ovvero attraverso l’assunzione di cibi e acqua contaminate. Il contagio può avvenire anche stando a stretto contatto con una persona infetta. Il periodo di incubazione varia dai 10 ai 50 giorni.

Considerando che si tratta di un virus che si diffondo per via oro-fecale, bisogna prestare molta attenzione ai molluschi bivalvi. Altamente sconsigliato il consumo di frutti di mare crudi. Cozze, volgole altri frutti di mare vanno sempre cotti a sufficienza prima di essere consumati. Inoltre è fondamentale affidarsi solo a rivenditori autorizzati, evitando l’acquisto di prodotti di dubbia provenienza.
Per limitare il contagio dell’Epatite A è bene seguire delle semplici regole. In primis bisogna avere un’ottima igiene personale e domestica. Le mani vanno lavate accuratamente prima di cucinare e di consumare un pasto. Inoltre è importante pulire e sanificare sempre i piani di lavoro. Lavare frutta, verdura e tutti gli alimenti crudi prima di consumarli.
In presenza di sitomi come nausea, vomito, diarrea, stanchezza contattare immediatamente il proprio medico. L’infezione ha quasi sempre una prognosi benigna, anche se in pazienti immunodepressi può risultare più difficile da combattere.