Odio il mio lavoro, non sopporto il mio capo

Odio il mio lavoro, non sopporto il mio capo

Ti è mai capitato di pensare “odio il mio lavoro” o “non sopporto il mio capo”? Ecco perché non parlarne in ufficio e non scriverlo sui social.

Quando qualcosa non va si ha la tendenza a parlarne, a lamentarsi con i colleghi, o le amiche, o in famiglia… o dappertutto, ma ti sei mai chiesta quali conseguenze potrebbe avere?

Chiacchiere in ufficio

Di solito si fanno davanti alla macchinetta del caffè. Ci si lamenta, insieme alle colleghe con cui si ha più feeling, e magari si condividono “disgrazie”. Diventa naturale lamentarsi, magari anche criticare più o meno duramente, o addirittura arrivare all’insulto.

Magari ci capita di pensare a quell’idiota che non capisce niente.

Ebbene… prima di tutto ci sarebbe l’educazione, che impone di non parlar male delle persone che non sono presenti, e che non si possono difendere. E se questo non bastasse, una parola di troppo potrebbe essere la tua rovina.

Prova a immaginare (e a volte non è tanto incredibile) che la tua collega, alla fine, in vista di una promozione, ti faccia uno sgambetto riferendo tutte, ma proprio tutte, (e forse anche di più) le tue parole.

Non avresti scusanti e finiresti per fare una pessima figura, forse anche per perdere il posto. Situazione che potrebbe verificarsi se qualcuno ti sentisse per caso e andasse a riferire.

Potresti rischiare non solo il posto di lavoro, ma anche una denuncia per diffamazione.

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Lamentele sui social

Peggio ancora se, invece di averle solo dette, le hai scritta da qualche parte (social come Facebook, Instagram, Twitter, in post pubblici oppure Whatsapp). Qualcuno potrebbe farne uno screenshot (copia della schermata del pc o cellulare) e utilizzarla contro di te.

È sempre bene non scrivere mai certi pensieri.

La privacy? Certo, hai ragione. Le conversazioni sono private, così come i messaggi scambiati tra persone, amici, eccetera. Ma… qui cadiamo. Perché se è vero che, secondo la legge (art. 616 Codice Penale) la corrispondenza non può essere controllata, è vero anche che se c’è una giusta causa l’inviolabilità decade.

Ancora peggio se tu stessi eventualmente utilizzando, per i tuoi usi personali, cellulari e computer aziendali.

In conclusione, su “odio il mio lavoro”

Se non ami il tuo lavoro e non sopporti il tuo capo, meglio evitare qualsiasi dichiarazione in proposito, neppure per sfogo, sui social, o con i colleghi. Se mai riservati di farlo con amiche, o familiari che non hanno alcun contatto con il tuo ambito lavorativo.

Odio il mio lavoro, come cambiare le cose

Se il tuo lavoro non ti piace e non vai d’accordo con il capo o le colleghe ci sono solo due soluzioni praticabili:

  1. cercare e trovare un nuovo lavoro. Quindi una volta trovato licenziarti e cambiare.
  2. se non hai la possibilità di cambiare (per un qualsiasi motivo) cercare di migliorare l’ambiente lavorativo in qualche modo. Questo andrebbe a vantaggio di tutti, ma soprattutto tuo, perché vivere tante ore in una realtà che non ci piace pesa moltissimo su umore, salute, emozioni, relazioni anche esterne.

Lo sai che si sono tanti piccoli trucchetti per riuscire ad avere un’opinione migliore di qualcuno o qualcosa? Ti piacerebbe conscerli?

Leggi anche Lavoro, qual è la parte peggiore.

Mondodonne

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Marina Galatioto

Scrittrice, blogger, content creator e social media manager. Pubblica romanzi e racconti sulle maggiori riviste femminili italiane. Molte sue opere sono in vendita su Kobo e Amazon. Ama scrivere, leggere, occuparsi di riciclo e fai da te. La trovi anche su TikTok @marinagalatioto

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