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Venti anni di volontariato per le donne con endometriosi: il ruolo fondamentale di A.P.E.

Dott.ssa Carmen EspositoSalute e benessere4 months ago1K Visualizzazioni

Il 5 dicembre 2025, in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato, l’Associazione Progetto Endometriosi (A.P.E.) rinnova il suo impegno a fianco delle donne che convivono con una malattia ancora troppo poco conosciuta e riconosciuta: l’endometriosi.

Questa patologia cronica colpisce circa una donna su dieci in età fertile in Italia, ma il percorso diagnostico resta dolorosamente lungo, tra i cinque e gli otto anni di attesa in media, con conseguenze che si riflettono sulla qualità di vita delle pazienti.

L’A.P.E. nasce nel 2005 come associazione composta interamente da pazienti volontarie, che hanno trasformato la propria esperienza personale in una missione collettiva. Il loro obiettivo è offrire supporto concreto e informazione capillare: “Se qualcuno mi avesse parlato di endometriosi quando ero adolescente, forse avrei evitato anni di dolore inspiegabile”, racconta Jessica Fiorini, vicepresidente di A.P.E. L’associazione diffonde informazioni ovunque, dalle scuole agli ambulatori, fino ai luoghi di aggregazione, con eventi e materiale educativo che ha raggiunto oltre 25mila studenti e distribuito più di un milione di materiali informativi.

L’endometriosi si manifesta con la presenza anomala di tessuto endometriale fuori dall’utero – sulle ovaie, tube, intestino e vescica – provocando dolori intensi e invalidanti, irregolarità intestinali, infertilità nel 35% dei casi e altri sintomi complessi. Nonostante colpisca milioni di donne in Italia, rimane largamente sottovalutata e ancora oggi non esistono cure definitive né sufficiente tutela normativa. Mancano centri specializzati e percorsi diagnostico-terapeutici integrati su tutto il territorio nazionale.

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Grazie ai fondi raccolti dal 2017 con il 5 per mille, A.P.E. ha portato avanti percorsi di alta formazione per oltre 340 professionisti sanitari – tra ginecologi, radiologi e psicologi – promuovendo un approccio multidisciplinare e umano alla cura dell’endometriosi.

“La formazione è il motore del cambiamento”, sottolinea Annalisa Frassineti, presidente di A.P.E., “perché permette diagnosi più precoci e una medicina più attenta alle esigenze delle pazienti”.

Nonostante questi progressi, l’associazione denuncia che la malattia non è ancora riconosciuta nei Livelli Essenziali di Assistenza e che molte terapie farmacologiche rimangono non supportate da esenzioni. Inoltre, manca una legislazione adeguata per tutelare i diritti delle donne lavoratrici affette da endometriosi.

Per sostenere l’attività di A.P.E. in questo periodo natalizio sono disponibili regali solidali, come focacce gluten free e box con biscotti biologici, che contribuiscono a finanziare progetti e iniziative di informazione e assistenza.

Attraverso la dedizione delle volontarie e la generosità di chi sostiene la causa, la missione di rendere visibile l’endometriosi continua, perché, come ribadiscono dall’associazione, “non è l’endometriosi a essere invisibile, siamo noi a doverla rendere visibile” 

Per informazioni: A.P.E. – Associazione Progetto Endometriosi

Sito web: www.apendometriosi.it

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