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Cisti ovariche: cosa sono, come si manifestano e quanto possono compromettere la fertilità

Maria Victoria StellaBlog1 hour ago104 Visualizzazioni

Le cisti ovariche colpiscono tante donne. In tante si chiedono quale sia il migliore protocollo terapeutico e se riuscirano ad avere dei figli in futuro

Le cisti ovariche colpiscono tante donne, talvolta presentandosi senza sintomi. La loro comparsa genera ansia e paura nelle donne, soprattutte se subentrano in età fertile. Fortunatamente, nella stragrande maggioranza dei casi, le cisti ovariche sono benigne, rappresentando una conduzione transitoria.

Nei prossimi paragrafi spiegheremo cosa sono realmente queste formazioni, quando è il caso di preoccuparsi e come la medicina moderna affronta il benessere dell’apparato riproduttivo femminile.

Cosa sono le cisti

In termini semplici, una cisti ovarica è una sacca piena di liquido o di materiale semisolido che si sviluppa all’interno o sulla superficie di un ovaio. Molte donne le sviluppano nel corso della loro vita, spesso senza nemmeno accorgersene.

La maggior parte delle cisti compare come risultato del normale ciclo mestruale. Queste sono chiamate cisti funzionali e si dividono principalmente in due tipi:

  1. Cisti follicolari: ogni mese, le ovaie producono dei piccoli sacchi chiamati follicoli che contengono l’ovulo. Se un follicolo non si rompe per rilasciare l’ovulo, continua a crescere trasformandosi in cisti.
  2. Cisti del corpo luteo: una volta che l’ovulo è stato rilasciato, il follicolo si trasforma in una struttura chiamata corpo luteo. Se il liquido si accumula al suo interno, può formarsi una cisti.
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Queste formazioni sono generalmente innocue, raramente causano dolore e spesso scompaiono da sole entro due o tre cicli mestruali.

Le cisti non funzionali

Non tutte le cisti sono legate al ciclo. Esistono tipologie che richiedono un monitoraggio più attento:

  • Endometriomi: conosciute anche come “cisti cioccolato” per via del colore del sangue che contengono, sono causate dall’endometriosi, una condizione in cui il tessuto che normalmente riveste l’utero cresce all’esterno di esso.
  • Cisti dermoidi: sono formazioni curiose e talvolta impressionanti, poiché possono contenere tessuti come capelli, pelle o denti, derivanti da cellule embrionali presenti sin dalla nascita.
  • Cistoadenomi: si sviluppano sulla superficie esterna dell’ovaio e possono raggiungere dimensioni considerevoli.

I sintomi: ascoltare i segnali del corpo

Molte cisti sono asintomatiche e vengono scoperte solo durante una visita ginecologica. Tuttavia, quando una cisti cresce o presenta complicazioni, il corpo invia segnali precisi:

  • Dolore pelvico: un dolore sordo o acuto nella parte inferiore dell’addome, dal lato della cisti.
  • Senso di pesantezza: una sensazione di gonfiore o pressione addominale persistente.
  • Irregolarità del ciclo: cambiamenti nella durata o nell’intensità delle mestruazioni.
  • Dolore durante i rapporti sessuali: noto tecnicamente come dispareunia.

Attenzione alle emergenze: un dolore improvviso, molto intenso e accompagnato da nausea o febbre potrebbe indicare una torsione ovarica (l’ovaio si attorciglia sul proprio asse) o la rottura di una cisti. In questi casi, è fondamentale recarsi immediatamente in pronto soccorso.

Diagnosi e monitoraggio: la tecnologia al servizio della donna

Oggi, la diagnosi è estremamente precisa grazie all’ecografia pelvica, che può essere transvaginale o addominale. Questo esame permette al medico di valutare la forma, la dimensione, la posizione e la composizione della cisti.

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In alcuni casi, il ginecologo potrebbe richiedere:

  1. Test di gravidanza: per escludere una gravidanza extrauterina.
  2. Esami del sangue: in particolare il dosaggio del marcatore CA-125. Tuttavia, è importante notare che livelli elevati di questo marcatore possono essere causati anche da condizioni benigne come l’endometriosi o fibromi, quindi non è un test definitivo per il tumore ovarico.

Le opzioni terapeutiche: dal watchful waiting alla chirurgia

La strategia terapeutica dipende dall’età della paziente, dal tipo di cisti e dai sintomi.

1. L’osservazione watchful waiting

Se la cisti è piccola e funzionale, il medico di solito suggerisce di attendere e ripetere l’ecografia dopo qualche mese per vedere se si riassorbe spontaneamente.

2. La terapia ormonale

L’uso della pillola contraccettiva non fa sparire le cisti esistenti, ma può prevenire la formazione di nuove cisti funzionali regolando l’ovulazione.

3. L’intervento chirurgico

La chirurgia è riservata alle cisti che causano dolore, che continuano a crescere o che hanno un aspetto sospetto.

  • Laparoscopia:è la tecnica più comune. Attraverso piccoli fori nell’addome, il chirurgo rimuove la cisti (cistectomia) preservando l’ovaio.
  • Laparotomia: utilizzata per cisti molto grandi o in caso di sospetta malignità, richiede un’incisione addominale più ampia.

Fertilità e futuro: niente panico

Una delle domande più frequenti per le donne che ricevono una diagnosi di cisti ovarica è legata alla feritlità. In tante si chiedono se potranno ancora avere dei figli. La risposta è generalmente . La maggior parte delle cisti non influisce sulla fertilità. Anche nei casi in cui sia necessario rimuovere un intero ovaio, l’ovaio superstite è solitamente in grado di compensare la produzione ormonale e garantire l’ovulazione.

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Tuttavia, condizioni come la sindrome dell’ovaiopPolicistico (PCOS) o l’endometriosi richiedono una gestione più complessa e personalizzata per proteggere il potenziale riproduttivo della donna.

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