
Cala il sipario su Sanremo 2026. La kermesse musicale più importante del Paese si è chiusa con la vittoria di Sal Da Vinci, con un brano che canta l’amore eterno e indissolubile. Il Festival, tuttavia, non è solo una gara canora in cui decretare il vincitore, ma un evento che riguarda anche la cultura e il costume, abbracciando temi sociali. Nel corso delle cinque serate la protagonista assoluta è stata la musica con le esibizioni dei cantanti in gara e le performance degli ospiti. Ogni personaggio che è salito sul palco dell’Ariston, però, ha portato anche la moda, l’attualità e il racconto di un mondo che cambia, mostrando un lato sempre più feroce.
Nel corso della serata conclusiva è giunto nella città dei fiori Gino Cecchetin, il padre di Giulia, la 22enne uccisa dall’ex fidanzato il 12 novembre 2023. A più di due anni da quella tragedia, gli italiani ricordano con affetto quella ragazza dagli occhi puri, la cui vita è stata spezzata dalla furia omicida di un uomo che ha saputo accettare il rifiuto.

Sul palco dell’Ariston, Gino Cecchetin ha portato non solo il suo dolore, ma anche il desiderio di raccontare il magnifico universo di sua figlia. Una figlia perduta nella dimensione fisica, ma che sente sempre presente in ogni suo gesto. Giulia era una ragazza piena di vita e di sogni da realizzare. E per Giulia, Gino continua a parlare del dramma della perdita, ma anche della bellezza di salvare altre ragazze.
Cecchetin sottolinea quanto sia importante educare le nuove generazioni all’uguaglianza di genere. Un percorso educativo che deve porsi l’obiettivo di diffondere ideali di parità, combattendo la violenza contro le donne. Per Gino la prima forma di violenza si manifesta attraverso commenti e frasi sessiste. Ed è proprio dal linguaggio che bisogna partire per dare vita ad una rivoluzione in cui nessuna donna deve più morire per mano di un uomo. “Se anche una famiglia può risparmiare quel dolore che io ho vissuto, allora vale la pena provarci” ha dichiarato il papà di Giulia.






