
Le neoplasie ginecologiche, pur essendo molto diffuse, presentano una prognosi buona, con un tasso di guarigione elevato. Se individuate in tempo, le neoformazioni a carico dell’apparato riproduttivo femminile possono essere facilmente contrastate attraverso la chirurgia e la chemioterapia. Tuttavia va specificato che non tutti tumori sono uguali. La prognosi, infatti, dipende in particolar modo dalla tipologia di neoplasia.
Il tumore dell’endometrio presenta un tasso di mortalità in aumento. Le cifre parlano di un notevole incremento e soprattutto di una difficoltà nell’individuare l’approccio terapeutico giusto. Il tumore dell’endometrio figura fra le malattie tumorali più diffuse fra le persone di sesso femminile.
Come in tutte le malattie tumorali anche in questo caso la prevenzione fa la differenza. In Italia sono 133mila le donne che stanno combattendo contro un tumore endometriale, con 9mila nuovi casi l’anno. Sebbene si tratti una neoplasia piuttosto invasiva, la diagnosi precoce può aiutare a sconfiggerla. Se individuato in tempo il tumore resta circoscritto nell’area endometriale, senza espandersi verso altri organi.
Per fortuna grazie alla diagnosi precoce e alle terapie personalizzare, la prospettiva di vita delle donne affette da questo tumore sta migliorando.
Le forme più diffuse del tumore dell’endometrio sono gli adenocarcinomi endometriodi. Solitamente queste neoplasie si manifestano con un sanguinamento irregolare fra un ciclo e un altro. Nel caso di donne in fase di post-menopausa si manifestano con ripetute perdite. In alcuni casi si possono presentare anche dolori addominali, stanchezza e perdita di peso. Da sottolineare che questi sintomi non debbano necessariamente indicare la presenza di una malattia tumorale, ma possono dipendere anche da altri fattori.
Le categorie più a rischio sono le donne in forte sovrappeso e affette da malattie metaboliche come il diabete. Anche la componente genetica è rilevante.

Per diagnosticare un tumore è fondamentale sottoporsi ad una visita ginecologica. Lo specialista, attraverso un’ecografia trasvaginale, valuta lo stato di salute dell’apparato riproduttivo. Qualora dovesse individuare qualcosa si anomalo consiglia di procedere con l’isteroscopia, un esame specifico per esaminare lo stato delle pareti dell’utero e dell’endometrio.
In caso di diagnosi tumorale è fondamentale procedere caso per caso. In primis va stabilito lo stadio della malattia, per valutare la gravità della situazione. In secondo luogo si individua l’approccio terapeutico più adeguato. In linea di massima la chirurgia è la tecnica più adoperata per contrastare questo tipo di neoplasie. In seguito gli specialisti valuteranno se è il caso di procedere con immunoterapia o chemioterapia.






