Cosa ci lascia “La preside”, la serie con Luisa Ranieri ispirata ad Eugenia Carfora

La serie “La preside” ha portato sul piccolo schermo una realtà difficile. La storia di una donna che, con coraggio e determinazione, ha sfidato un contesto segnato dalla criminalità e dalla mancanza di prospettive per il futuro.

Da un’idea di Luca Zingaretti, rimasto colpito dalla storia di una dirigente scolastica appassionata e volitiva, è nata una serie televisiva innovativa. Quattro prime serate con protagonista Luisa Ranieri nei panni di Eugenia Carfora (nella serie Eugenia Liguori), preside di un istituto di istruzione superiore di Caivano.

Una storia che racconta il degrado, le problematiche sociali, l’indifferenza della provincia partenopea. Un territorio di grande bellezza, ma amaro, arido, crudo. Un luogo in cui delinquere è facile ed essere una brava persona risulta molto più difficile. “La preside” inizia con una sequenza di immagini evocativa: una scuola sporca e fatiscente, in cui neppure chi dovrebbe dare il buon esempio ha desiderio di lavorare. Eugenia, invece, vuole fare la differenza e dimostrare che anche a Caivano è possibile sognare un futuro migliore.

“La preside”, un racconto di speranza e sogni da costruire

Eugenia Carfora non è un personaggio nato dalla fantasia di un autore; è una donna che esiste nella nostra realtà e che ha vissuto sulla sua pelle tutto ciò che vediamo raccontato in tv. Il personaggio di Luisa Ranieri è più reale che mai, e ci ricorda in ogni scena quanto sia importante fare la nostra parte per avere una società migliore.

Dopo il debutto su Rai1 dello scorso 12 gennaio, di puntata in puntata “La preside” ha portato in scena lo spaccato di un contesto in cui criminalità, omertà e mancanza di istituzioni hanno la meglio sulla fiducia, l’onestà e la voglia di cambiare.

Luisa Ranieri entra in scena così: incarnando la voglia di donarsi al prossimo di Eugenia. La preside di Caivano si ritrova a fronteggiare l’ostilità degli studenti, delle loro famiglie e dei collaboratori scolastici. “La pazza”, questo è il soprannome che le viene affidato non senza una punta di disprezzo. Un soprannome che descrive il suo desiderio di dare ai ragazzi di Caivano le stesse possibilità di tutti gli altri ragazzi d’Italia. Perché non puoi decidere dove nascere, ma puoi decidere come trasformare il luogo in cui sei nato.

“La preside” fra approvazione e biasimo

Molto spesso si ha la tendenza a criticare i prodotti televisivi. Dalla prima all’ultima scena, il pubblico commenta tutto ciò che appare sul piccolo schermo: la narrazione, i dialoghi, la costruzione dei personaggi, l’interpretazione degli attori, le location. Naturalmente anche la serie “La preside” ha attirato tanto critiche positive, quanto commenti negativi. Qualcuno continua a ritenere inopportuno che si realizzino fiction e serie che raccontano la realtà criminale dell’area partenopea. Alcuni cittadini di Caivano hanno dichiarato di non sentirsi rappresentati dalle immagini crude della serie diretta da Luca Miniero.

Cosa ci lascia “La preside”

Fra plauso e dissenso, cosa ci lascia “La preside” dalla chioma bionda, i modi bruschi ma il cuore che va oltre l’ostacolo? Ci dice che ogni tanto servano anche le maniere forti per ottenere dei risultati, che all’inizio ottenere la fiducia degli altri è difficile ma ogni sfida è fatta per essere vinta. Ci fa capire che la cultura in un mondo sempre più corrotto e dissoluto è l’unica arma pacifica in mostro possesso.

Ci lascia con tanti interrogativi, ma un’unica grande risposta: fare del nostro meglio per il prossimo. Eugenia Carfora ci è riuscita, con la sua caparbietà ha riportato tantissimi ragazzi fra i banchi di scuola, mostrando loro un’altra strada. Ci riuscirà anche Eugenia Liguari, la controparte televisiva che ha il volto e la voce di Luisa Ranieri. Il personaggio della serie, ispirato a quello della realtà, è stato ricreato per diffondere un messaggio di speranza e coraggio, le stesse doti che la preside di Caivano ha posseduto durante il suo percorso.

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