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Diabete di tipo 2 nelle donne: i segnali precoci da non sottovalutare

Maria Victoria StellaSalute e benessere6 days ago175 Visualizzazioni

Il diabete di tipo 2 è una malattia metabolica caratterizzata da elevati livelli di glicemia nel sangue. I segnali precoci devono essere colpi tempestivamente

Il diabete di tipo 2 è una delle forme più diffuse di diabete, interessando il 90% delle persone colpite da questa malattia metabolica. Esso è caratterzzato da un eccesso di glucosio nel sangue, causato prevalentemente da un’ insufficiente produzione di insulina. Si tratta di uno stato patologico in aumento fra la popolazione, in particolare fra le donne. Come ogni patologia si presenta con sintomi chiari, che talvolta possono essere ignorati o fraintesi. Risulta molto importante individuare in tempo il diabete, in modo da evitare ulteriori danni agli organi come i reni e l’apparato cardiocircolatorio.

Cos’è il diabete di tipo 2 e quali sono le cause

In medicina è stato adottato il termine diabete di tipo 2 per distinzione dal diabete di tipo 1, che colpisce solo il 10% della popolazione. Nello specifico si tratta di una malattia cronica, non trasmissibile, che si presenta con elevati livelli di glucosio nel sangue. Alla base dell’insorgenza c’è solitamente un difetto nella produzione dell’insulina, che non risulta più sufficiente per soddisfare le esigenze dell’organismo.

Le cause vanno in primis ricercate in fattori genetici ed ambientali. La predisposizione genetica gioca un ruolo rilevante nell’insorgenza della malattia. Tuttavia all’ereditarietà si affiancano altri svariati elementi, fra cui uno stile di vita poco attento all’alimentazione. L’obesità e la sedentarietà sono le principali cause del diabete di tipo 1. Una dieta ricca di zuccheri e povera di fibre può favorire l’insorgenza di questo stato patologico.

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Anche l’età rientra fra i principali fattori scatenanti. L’invecchiamento dell’orgamismo provoca un rallentamento del funzionamento di diversi organi, fra cui il pancreas, la ghiandola che secerna l’insulina. Difatti il diabete di tipo 2 è definito anche con il termine di “diabete dell’adulto”.

I sintomi del diabete di tipo 2 nelle donne

Sebbene il diabete sia diffuso sia nella popolazione maschile, che in quella femminile, studi recenti hanno evidenziato una maggiore incidenza nelle donne. Alcuni sintomi della malattia sono comuni; altri, invece, si presentano esclusivamente nelle persone di sesso femminile. Per individuare in tempo il diabete di tipo 2 è bene cogliere i segnali quali:

  • Minzione frequente
  • Aumento delle fame
  • Aumento della sete
  • Minzione dolorosa
  • Prutito intimo
  • Stanchezza
  • Visione offuscata
  • Irritabilità
  • Candidosi
  • Difficoltà nella guarigione delle ferite

Come avviene la diagnosi

La diagnosi avviene attraverso gli esami ematoclinici. Per individuarlo è sufficiente dosare i livelli di glicemia nel sangue. Valori di glicemia a digiuno  >126 mg/dl ripetuti in almeno due giorni differenti confermano la presenza della malattia metabolica. Diversamente anche livelli di emoglobina glicata superiore a 6,5% riscontrano la patologia.

Prevenzione

Per prevenire il diabete di tipo 2 è opportuno intervenire sullo stile di vita. Una dieta ricca di zuccheri rappresenta il principale fattori di rischio. Anche un’ eccessivo apporto di grassi saturi può favorire insorgenza della malattia. Pertanto sarebbe consigliabile sostituire i grassi saturi, con grassi insaturi. Una dieta equilibrata, associata ad una regolare attività fisica aiuta a contrastare l’esordio della malattia.

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Trattamento farmacuetico

Fra i farmaci indicati per il trattamento del diabete di tipo 2 vanno annoverati:

  • La metformina, che rimane il farmaco d’elezione per iniziare il trattamento nella maggior parte dei pazienti. Agisce principalmente riducendo la produzione di glucosio da parte del fegato e migliorando la sensibilità dei tessuti all’insulina.
  • Agonisti del recettore GLP-1, questi farmaci replicano l’azione di un ormone naturale (il GLP-1) che stimola la produzione di insulina in risposta ai pasti, rallenta lo svuotamento dello stomaco e aumenta il senso di sazietà.
  • Sulfoniluree, farmaci che stimolano direttamente il pancreas a produrre più insulina. Sebbene efficaci e poco costosi, comportano un rischio maggiore di ipoglicemia e possono causare un modesto aumento di peso.
  • Pioglitazone, che appartiene alla classe dei tiazolidinedioni. Migliora l’utilizzo dell’insulina da parte delle cellule muscolari e adipose. Viene utilizzato meno frequentemente a causa di potenziali effetti collaterali come la ritenzione idrica.
  • L’insulina viene utilizzata quando i farmaci orali o gli iniettabili non-insulinici non sono più sufficienti a mantenere i livelli di emoglobina glicata entro i limiti desiderati, o in situazioni di scompenso acuto.

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