
Con la triste notizia della dipartita di Enrica Bonaccorti, sale alla ribalta anche un dato statistico che riguarda la neoplasia che l’ha colpita. Il tumore al pancreas è uno dei più aggressivi, con un tasso di guarigione purtroppo ancora troppo basso. La difficoltà di questa neoplasia riguarda dapprima la diagnosi e il secondo luogo il trattamento.
In Italia, nel corso degli ultimi anni, i casi sono sempre più in aumento. All’aumento delle diagnosi corrisponde purtroppo anche l’aumento del tasso di mortalità , poiché si tratta come detto precedentemente di una forma tumorale difficile da contrastare. Inoltre va sottolineato che viene individuato troppo tardi, quando non è più possibile intervenire.
Secondo i dati a nostra disposizione i casi di tumore al pancreas nel corso dell’ultimo decennio sono aumentati del 21%. A differenza delle altre forme di tumore, in cui grazie alla ricerca si è abbassato il tasso di mortalità , con questa neoplasia esso è rimasto purtroppo molto elevato. Tra il 2007 e il 2019 si sono registrati più decessi rispetto alle stime attese.
Viene da chiedersi perché questa neoplasia sia così aggressiva, oltre che difficile da diagnosticare. La prima causa risiede nella posizione di questa ghiandola, posta della cavità addominale. Inoltre non esiste ancora un vero e proprio programma di screening per la popolazione.
Per molto tempo si è riscontrata una maggiore incidenza negli uomini. Fra le cause di questa prevalenza sembrano esserci il fumo, un tempo abitudine riservata prevalentemente al sesso maschile. Nel corso degli ultimi decenni, tuttavia, le donne hanno iniziato a fumare sempre di più. Con l’incremento di questa abitudine anche nelle donne, si è verificato di conseguenza anche un innalzamento del tasso di carcinomi pancreatici. Oggi, infatti, questo tipo di carcinoma è il quarto tumore più diffuso fra le ultrasettantenni.
Fra i sintomi anomali a cui prestare attenzione vanno segnalati:






