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Fertilità femminile: i controlli e gli esami a cui sottoporsi per verificare lo stato di salute dell’apparato riproduttivo

Maria Victoria StellaSalute e benessere9 minutes ago103 Visualizzazioni

La fertilità femminile è influenzata dallo stato di salute dell’apparato riporduttivo. Pertanto è bene sottoporsi a controlli periodi

La fertilità femminile è determinata da svariati fattori. Nel momento in cui una donna decide che è arrivato il momento di diventare madre deve scontrarsi con l’eventualità di non riuscire subito a rimanere incinta. Le percentuali di concepimento sono influenzate da svariati fattori che dipendono in primis dallo stato di salute dell’utero, delle ovaie e delle tube.

Fertilità femminile, gli esami da fare: visita ginecologica ed ecografia pelvica

La visita ginecologica rappresenta il primo passo per un monitoraggio completo. Durante il controllo, lo specialista valuta lo stato degli organi genitali esterni e interni.

L’ecografia pelvica (transvaginale o sovrapubica) è lo strumento principale per visualizzare l’anatomia dell’utero e delle ovaie. Questo esame permette di individuare la presenza di fibromi, polipi endometriali o cisti ovariche, oltre a valutare la morfologia uterina.

Screening cervicale e prevenzione

La prevenzione dei tumori del collo dell’utero si avvale di test specifici che analizzano le cellule della cervice.

  • Pap test: Esame citologico che ricerca alterazioni cellulari potenzialmente precancerose.
  • HPV test: Un test molecolare finalizzato alla ricerca del DNA del Papilloma Virus umano, principale responsabile delle lesioni al collo dell’utero.

Questi test sono fondamentali perché permettono di intervenire tempestivamente prima che eventuali anomalie si trasformino in patologie gravi.

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Fertilità femminile gli esami da fare: valutazione della riserva ovarica

Per le donne che desiderano conoscere il proprio potenziale fertile, esistono esami mirati a stimare la quantità di ovociti disponibili.

Ormone antimulleriano (AMH)

Questo dosaggio ormonale si effettua tramite un semplice prelievo di sangue. Il valore dell’AMH è un indicatore della riserva ovarica e non risente delle fasi del ciclo mestruale, rendendolo un parametro molto affidabile.

Conta dei follicoli antrali (AFC)

Si esegue tramite ecografia transvaginale nei primi giorni del ciclo. Il medico conta i piccoli follicoli presenti nelle ovaie, fornendo una stima diretta della capacità produttiva ovarica attuale.

Monitoraggio del profilo ormonale

Il sistema riproduttivo è regolato da una complessa rete di segnali chimici. Alterazioni in questi livelli possono causare irregolarità del ciclo o difficoltà nel concepimento. I principali ormoni monitorati sono:

  • FSH e LH: Ormoni prodotti dall’ipofisi che regolano la maturazione dei follicoli e l’ovulazione.
  • Estradiolo: Il principale estrogeno prodotto dalle ovaie.
  • Progesterone: Fondamentale per valutare se l’ovulazione è avvenuta correttamente e per preparare l’utero a una possibile gravidanza.

Esami strumentali di secondo livello

Qualora la visita di routine o gli esami del sangue evidenziassero delle criticità, lo specialista può prescrivere approfondimenti più specifici.

  • Isteroscopia: Una procedura che permette di guardare direttamente all’interno della cavità uterina tramite una sottile sonda a fibre ottiche.
  • Isterosalpingografia: Un esame radiologico utilizzato per verificare la pervietà delle tube di Falloppio, essenziale per escludere ostruzioni che impedirebbero l’incontro tra ovulo e spermatozoo.
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