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Lo Spazio è per Tutti, ma Senza Inclusione Resta un’Utopia…

Redazione OnlineLavoro, denaro, economia1 year ago416 Visualizzazioni

Negli ultimi anni, la presenza femminile nei settori STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) è cresciuta significativamente.

Secondo Eurostat, nel 2023 le donne rappresentavano il 52% della forza lavoro complessiva in questi ambiti in Europa e il 31% in Italia. Tuttavia, quando si parla di industria aerospaziale, la disparità di genere è ancora evidente: negli Stati Uniti solo il 13,4% della forza lavoro nel settore space tech è femminile, mentre in Italia il 63% delle imprese aerospaziali ha meno del 10% di donne nel proprio organico.

Nonostante queste statistiche, esistono realtà che puntano a cambiare il quadro attuale. Tra queste c’è AIKO, una scale-up torinese specializzata in software basati su intelligenza artificiale per missioni spaziali.

L’azienda conta una percentuale di donne del 24%, superiore alla media nazionale, e si pone l’obiettivo di raggiungere la parità di genere nei prossimi anni. AIKO è anche membro fondatore del comitato torinese di Women in Aerospace (WIA), un’organizzazione internazionale che promuove l’inclusione femminile nel settore spaziale attraverso eventi e programmi di mentorship.

Negli ultimi anni, la presenza femminile nei settori STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) è cresciuta significativamente

La Parola agli Esperti: Ilaria Cinelli e il Futuro dell’Inclusione

Secondo Ilaria Cinelli, ricercatrice e Senior Institutional Business Developer in AIKO, due sono gli elementi chiave per aumentare la presenza femminile nel settore aerospaziale: formazione e programmi di assunzione mirati. “L’educazione deve essere inclusiva e coinvolgere sia ragazze che ragazzi, affinché crescano consapevoli delle discriminazioni di genere”, afferma Cinelli. “Non basta formare le nuove generazioni: è fondamentale che chi già lavora nel settore sviluppi una sensibilità sul tema, per eliminare pregiudizi e ostacoli che impediscono alle donne di raggiungere posizioni di leadership.”

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Oltre alla scarsa presenza femminile, esistono anche barriere strutturali che rendono il settore ancora poco accessibile alle donne. Basti pensare al caso della NASA che, nel 2019, ha dovuto rimandare la prima passeggiata spaziale interamente femminile perché a bordo della Stazione Spaziale Internazionale non erano disponibili tute della taglia giusta. “Questi episodi dimostrano come l’infrastruttura sia stata progettata dando priorità agli uomini”, sottolinea Cinelli. “Per cambiare la mentalità del settore servono più donne in ruoli decisionali, ma anche una revisione delle pratiche aziendali per garantire un ambiente di lavoro equo e inclusivo.”

Donne STEM: Eccellenza Accademica, ma Opportunità Lavorative Limitate

Nonostante le donne abbiano prestazioni accademiche superiori rispetto ai colleghi maschi (con una media di laurea di 104,2 su 110 contro 102,3 per gli uomini e un tasso di completamento degli studi nei tempi previsti del 57,6% contro il 53%), faticano ancora a ottenere opportunità lavorative adeguate. A cinque anni dalla laurea, il tasso di occupazione delle donne STEM in Italia è del 90,9%, inferiore rispetto al 94,1% degli uomini.

Per Cinelli, la soluzione è chiara: “Il mondo del lavoro deve evolversi con azioni concrete. Servono incentivi per assumere donne e misure di supporto per chi ha dovuto interrompere la carriera per motivi familiari o di salute. I datori di lavoro dovrebbero promuovere corsi di formazione sulla comunicazione inclusiva, non come iniziative isolate, ma come strumenti strutturali per migliorare l’ambiente lavorativo.”

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L’Inclusione come Processo Culturale

L’inclusione nel settore aerospaziale non si raggiunge in un giorno, ma richiede un cambiamento culturale profondo. “Finché non si comprenderà che sia la parità di genere sia l’inclusione intergenerazionale sono essenziali per la crescita del nostro Paese, l’uguaglianza numerica non sarà sufficiente”, conclude Cinelli. “Dobbiamo creare una cultura che valorizzi il talento indipendentemente dal genere o dall’età, per rendere l’industria aerospaziale realmente accessibile a tutti.”

Il cammino è ancora lungo, ma grazie a realtà come AIKO e all’impegno di esperti come Cinelli, il futuro dello spazio potrebbe essere finalmente più equo e inclusivo.

Fonte: Press Play Ufficio stampa AIKO

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